Il Messina torna con i piedi per terra, a rispedircelo il Siracusa, sempre più imbattibile al “De Simone” e capace infliggere un netto 2-0 alla formazione di Lucarelli. Venti minuti di possesso palla culminato con la traversa colpita da Pozzebon, poi il dominio degli uomini di Sottil, apparsi nettamente superiori sul piano atletico e capaci di chiudere il match già nella prima frazione con la doppietta del solito Catania, trascinatore degli aretusei fin qui in campionato. Berardi, l’unico a fornire una prestazione sopra la sufficienza, salva i suoi dalla debacle. Il Messina ripiomba nei bassifondi della classifica e tra sette giorni al Franco Scoglio sarà di scena la Reggina: il derby dello Stretto è la tappa da non sbagliare, i jolly sono finiti.

La cronaca del match

Al 4’ minuto il primo spunto di MIlinkovic, abile come al solito in dribbling salta due uomini e calcia di destro centralmente, facile la presa per Santurro. La prima parata di Berardi viene registrata al 18’, impegnato da Valete. Un minuto dopo Messina vicinissimo al vantaggio con Pozzebon che dalla destra calcia un pallone dalla traiettoria maledetta che si stampa sulla traversa. Al 25’ passa in vantaggio il Siracusa con l’attaccante Emanuele Catania, abile a sfruttare un’ottima azione manovrata degli azzurri e colpire con in inserimento. Il gol gasa i padroni di casa che con coraggio vanno alla ricerca del raddoppio: al 29’ è protagonista l’ex Scardina, assistito dal brasiliano Cassini, tira violentemente in porta costringendo al salvataggio in tuffo Berardi. Gli uomini di Lucarelli spariscono dal campo dopo lo svantaggio, gli aretusei ne approfittano e infilano il 2-0: al 27' va ancora a segno Catania, nuovo inserimento in area e retroguardia peloritana, imbambolata, ancora penetrata. Il primo tempo si conclude con un passivo pesante legittimato da un assoluto dominio del Siracusa nel dal momento del primo gol del bomber Catania.

Nel secondo tempo i padroni di casa addormentano i ritmi. Il Messina non si rende praticamente mai pericoloso, rallentato dal pressing avversario e dall’innumerevole serie di errori. Lucarelli cerca di cambiare le cose passando al 3-4-3 con gli inserimenti di Marseglia e Madonia. Proprio l’ex Akragas va vicinissimo alla marcatura: Mancini si avventa su un traversone di Pozzebon e tira costringendo Santurro alla reattiva respinta su cui si avventa Madonia: il neoentrato però fallisce il tap-in a tre metri dalla porta avversaria, colpendo con il corpo all’indietro e spedendo alto la palla che avrebbe potuto riaprire il match. È l’unico squillo d’orgoglio, anzi è il Siracusa nel finale a sfiorare il colpo del 3-0 con Valente che esalta ancora Berardi, il migliore e l’unico dei suoi sopra la sufficienza. Neanche nei 4 minuti di recupero i giallorossi riescono a ridimensionare il passivo. Il “De Simone” si conferma fortino inespugnabile, il Messina come il gambero fa un passo indietro e dimentica quanto di buono visto con la Vibonese, ripiombando in piena zona playout.

SIRACUSA-MESSINA 2-0
27' e 36' Catania

Siracusa(4-2-3-1): Santurro; Brumat, Pirrello, Turati, Dentice; Giordano, Spinelli, Catania (Dal 90’ Talamo), Cassini (Dal 67’ Palermo), Valente; Scardina (Dal 77’ Toscano).

Messina (4-3-1-2): Berardi; De Vito, Maccarrone, Palumbo, Mileto (Dal 64’ Madonia); Saitta (Dal 64’ Marseglia), Musacci, Nardini, Mancini; Milinkovic, Pozzebon.

NOTE. Ammoniti: Catania, Nardini, Spinelli, Mileto, Turati, Maccarrone.