È presto per cantar vittoria. Quello che è stato accolto dall’opinione pubblica e dalle principali personalità politiche dello Stretto come il salvataggio dell’aeroporto Tito Minniti, agli occhi di Vincenzo Garofalo, appare quasi come un mero specchietto per le allodole, destinato solamente a rimandarne temporaneamente la chiusura: “È stato preso in gestione dalla nuova società per farlo funzionare o per accompagnarlo a una fine certa?" dichiara il vicepresidente della Commissione trasporti della Camera dei deputati, voce quasi fuori dal coro: "Chi ha cantato vittoria per la notizia del mantenimento di alcune rotte non ha forse prestato attenzione agli orari. Come si può pensare di rendere funzionale un aeroporto o di rilanciarlo prevedendo voli in partenza da Reggio per Roma e Milano, rispettivamente alle 12:05 e alle 16:30 e, viceversa, in partenza da Milano e Roma per Reggio alle 9:40 e alle 14:35?”

Gli orari concessi secondo Garofalo precluderebbero così la possibilità di viaggi di lavoro con rientro in giornata, fattore determinante per incrementare il numero di fruitori: “Ritengo che non si possa in alcun modo sentirsi soddisfatti per la soluzione individuata che è uno specchietto per le allodole, buona solo a legittimare la futura chiusura dell'aeroporto alla luce di numeri di affluenza che non potranno che essere sconfortanti”.

“Insisto - rilancia Garofalo - sulla necessità di discutere in Commissione trasporti della Camera dei deputati prima che sia troppo tardi e non ci resti che recitare il de profundis per un aeroporto che, a mio avviso, avrebbe possibilità di crescita".