"Non si può capire, bisogna esserci nati. Essere del Sud è una cosa molto complessa. Comporta una eredità di grandezza e di miseria, di conflitti interiori e di fatalità, è un privilegio e una maledizione. Vi è il senso aristocratico dell'onore e dell'orgoglio" (W. Faulkner). Non è rimasto nulla di questo ritratto così complesso e suggestivo, non è rimasto nulla del senso aristocratico dell'onore e dell'orgoglio.

Resta la miseria e l'abbandono, l'orgoglio del nulla e la profonda convinzione dell'irredimibile. Il disagio è diventato depressione e le tante attese disattese hanno prodotto una sfiducia così profonda da rasentare il nichilismo. La mancanza di visione e di progettualità ha inaridito il presente e soffocato il futuro. Il degrado delle infrastrutturale, urbano e civile è il risultato della totale mancanza di una entità morale e spirituale cioè dell'anima di un popolo. Manca questa entità che caratterizza e forgia un popolo.

La Sicilia ha perso l'anima, ha perso i connotati che l'hanno caratterizzata nei secoli e che ne hanno determinato nel bene e nel male il destino. Oggi l'Isola non ha più destino, è una zattera in balia delle onde senza timone e senza mappa di navigazione alla mercè di pirati e dei venti dell'opportunismo e della menzogna. L'Isola del sole è grigia e i siciliani delusi e amareggiati si sono ripiegati su se stessi e non credono più a nulla nemmeno a loro stessi sentendosi oppressi dal un fato patrigno e crudele.

Non si osserva un sussulto di orgoglio nè una qualche parvenza di ribellione civile ad un disastro senza fine fonte di amarezza e profonda disillusione. In questo scenario privo di anima la politica sguazza e si prepara ad occupare di nuovo la scena. A giugno si vota per i Comuni e a Novembre per la Regione. Il fallimento di Crocetta e dei suoi sostenitori ( PD, UDC, Ncd, Sicilia Futura) è stato epocale e senza appello eppure gli stessi si vogliono riproporre al governo della Sicilia. I personaggi che hanno devastato con la loro azione il tessuto sociale di milioni di siciliani si ripresentano spavaldi agli elettori chiedendo ancora fiducia e consenso. Sono privi di pudore e dignità e pieni di arroganza e protervia.

L'anima è stata sostituita dall'opportunismo e dalla menzogna. Il rosario delle nefandezze di questa classe politica non trova riscontro nella storia passata e recente, nonostante ciò nessun rossore pervade le gote di questi personaggi. Alcuni pensano che i cittadini sono stupidi, altri pensano di potersi camuffare, la maggior parte di essere indispensabili e eterni. Le urne daranno una risposta e emetteranno una sentenza, il voto chiarirà se la Sicilia avrà un futuro migliore. L'esito delle elezioni comunali e regionali sancirà in maniera incontrovertibile se i Siciliani hanno perso per sempre l'anima e la speranza.

Pericle