“Per primi abbiamo criticato l’irragionevole e folle disegno del Governo di riordino delle Autorità Portuali che vede Messina relegata in un angolo e mortificata rispetto alla sua risorsa principale: il mare”. Così commentano il consigliere comunale Piero Adamo, il consigliere della IV Circoscrizione, Daniele Travisano ed il presidente del network di associazioni Vento dello Stretto, Ferdinando Croce, la decisione del governo di realizzare l'Authority portuale dello Stretto che prevede l'integrazione dei porti delle città metropolitane di Messina e di Reggio Calabria e che avrà la sua sede legale nel comune calabrese di Gioia Tauro. “Tutto ciò sino ad oggi è avvenuto non per ragioni oggettive ma solo per meri tornaconti politici. Nessuna sollecitazione in questi anni è stata raccolta dalla deputazione nazionale/regionale messinese né dal Sindaco, troppo esaltato dalla suggestiva idea di costruire 'ponti ed infrastrutture ideali'”.

E continuano: “Oggi rompiamo questo silenzio assaliti da un irrefrenabile desiderio di verità e chiarezza perché non è ammissibile assistere al teatrino di taluni politici e di taluni partiti che, da complici dell’ennesimo scippo subito da Messina, si cercano di precostituire alibi inaccettabili. Il riordino delle Autorità Portuali ha una paternità precisa: PD ed NCD. E porta il nome di due Ministri: Lupi (NCD) e Delrio (PD). Tutto il resto sono chiacchiere! In Sicilia le responsabilità sono tutte riconducibili al Governo Crocetta ed a chi lo sostiene (PD-NCD/AREA POPOLARE-DR). Non basta qualche 'Consiglio Comunale aperto' o qualche visita/spot del Presidente Crocetta a Messina per prendere in giro i messinesi!”.

“Cari dirigenti politici e cari onorevoli parlamentari – concludono Adamo, Travisano e Croce – se vi stanno davvero a cuore le sorti di Messina intervenite, subito! Con la forza di chi governa non con le scuse di chi si appella a ricorsi, commi, articoli. La Riforma non l’ha determinata lo Spirito Santo ma è stata scritta nelle stanze di alcuni partiti e di alcune segreterie. Basta chiacchiere. Se lo farete, forse, la cittadinanza vi perdonerà l’indifferenza ed il menefreghismo degli ultimi anni sull’argomento. E ve ne saremo tutti grati”.

p.f.m.