“Si è affidato a uomini inadeguati, tra accademici e burocrati. Può cambiare tutti gli assessori che vuole fino all’ultimo dei Mohicani ma non risolve la situazione del Comune di Messina. Il danno ormai è fatto. E’ lui che deve cambiare atteggiamento. Io ho compromesso un’amicizia storica, da quand’ero bambinetta sui campi d’atletica”. Queste sono le dichiarazioni-sfogo carpite a caldo dall’ex consigliera comunale Nina Lo Presti riferendosi al sindaco Renato Accorinti, a margine di una conferenza stampa gremitissima a Palazzo Zanca mentre il suo collega Luigi Sturniolo, detto Gino, stava ascoltando altri interventi dei cittadini-spettatori, accorsi per la presentazione del loro libro.

“Assolto per non aver compreso il fatto” è un testo che la dice lunga sul percorso di questi due professionisti che hanno intrapreso e vissuto l’esperienza accorintiana perché ci credevano ma poi hanno dovuto sconfessarla. Una sorta di fallimento per se stessi che li ha spinti a perderne le tracce per qualche tempo, per disintossicarsi in qualche maniera da qualcosa che solo adesso cominciano a maturare… dopo aver scritto un libro. Ognuno di loro ha la propria esistenza fuori dai ranghi istituzionali ma in loro la politica c’è sempre, è radicata: “E’ una passione come lo è l’atletica. Non mi alleno più ma non vuol dire che io non guardi le competizioni e nazionali ed internazionali” - afferma Lo Presti. “E’ un’avventura da vivere nella società, non partecipando alle corse elettorali. Senza candidature, è più sincera” - interpreta Sturniolo.

Gli "ex inquilini" del Comune sono in splendida forma. Forse, davvero, avevano bisogno di riversare quelle parole che hanno ascoltato e pronunciato durante il loro mandato fino alle loro dimissioni in una creatura letteraria elaborata in nove mesi e, poi, proposta ad Armando Siciliano. L’editore non ha avuto dubbi sull’incisività dei due personaggi.

Lo Presti e Sturniolo ci spiegano che il loro tour dai "sindaci icona" è appena iniziato. Andranno nella patria di De Magistris a Napoli e dalla Raggi a Roma (senza aspettarci che ci aprano le porte!) ed in altre città per raccontare la loro verità sulla condotta "di chi propina concetti di partecipazione e pacifismo, senza conoscerne a pieno il significato politico, senza conoscere la politica".

Lei si è trasferita con la sua famiglia da qualche mese in Germania, ad Amburgo, dove le sue gemelline imparano il tedesco ma è una scelta temporanea. Lui continua a svolgere il suo lavoro di bibliotecario alla Biblioteca regionale e, nel frattempo, è uno degli organizzatori del Movimento contro il G7.

Crediamo che la città abbia la memoria corta - aggiunge Lo Presti. Abbiamo voluto svelare quello che è successo nel corso di questa legislatura secondo la nostra verità, senza presunzione, da testimoni oculari. Questo è nel diritto della democrazia. Per me questo non è il momento di fare politica all’interno di ruoli di potere. Noi siamo i fruitori della politica a prescindere dalle delibere, dai lavori in Aula del Consiglio. Abbiamo esposto numerose interrogazioni all’attuale Sindaco proprio in merito a quel Piano di Riequiibrio, a cui voleva fare appello in ritardo di 158 giorni, in base alla norma, interrogazioni a cui lui non ha mai risposto. Io ho chiaro il mio orizzonte e non è la politica gestita in un Palazzo. Nessuna candidatura per me”.  

“Accorinti rientra in quelle anomalie felici – continua Lo Presti - che ti investono e ti trasmettono un’esplosione di emozioni che però non si sono incanalate nella stessa lunghezza d’onda. Il Movimento Cambiamo Messina dal Basso per noi ha rappresentato questo. Un traino importante per uscire dagli standard di partito incorrendo in diversi errori lungo il tragitto. Abbiamo passato al setaccio diverse aziende che hanno avuto a che fare con questa Amministrazione e pensiamo che molte cose in tema di bilanci devono venire fuori, anziché avere ancora chi sistema i dati contabili per evitare il dissesto”.  

“Questa gestione si fa scudo - lamenta Sturniolo – Per noi è stato un corpo a corpo. Un’esperienza politica ed emozionale che ha lacerato rapporti umani decennali. Usciamo definitivamente da questa storia con il nostro modo, a voler tracciare una memoria fatta di dati. Adesso, c’è il distacco giusto. Un ultimo atto. Possiamo confrontarci con voi in tutti i passaggi che abbiamo condiviso. Il libro contiene per esempio due capitoli di aneddotica dove si può tradurre tutti la corrispondenza tra atti ed espressioni verbali. E’ cambiato nella forma durante la stesura perché siamo cambiati anche noi. E’ la confessione di una sconfitta perché il nostro progetto politico non si è realizzato. Le responsabilità sono anche nostre. Non parlo solo di Accorinti ma di un metodo. Il nostro è stato lo studio di un linguaggio, l’aspetto estremo del consumo di parole incredibile del sindaco”. E ci descrive uno degli aneddoti: un giorno Accorinti si reca a Marzabotto dove incarna il partigiano con il fazzoletto rosso. Torna a Messina e dice di non essere né di destra né di sinistra. E’ capace di essere equidistante dalla politica ma questo non gli ha impedito di indossare un accessorio partigiano. Dice di essere anarchico, Ci ha fatto diventare brutto il termine potere. Ma cosa c’è di brutto nel manifestare un‘opposizione? Il contropotere è più importante del potere stesso perché serve a risaltare il principio di democrazia. Ebbene Accorinti va oltre la tradizione democratica.  

E poi il problema dei creditori. “Sono 37 singoli che si beccano il 70 per cento della massa debitoria - rileva l’autore - . E chi sono? Spesso risultano società non di Messina, fallite, realtà clientelari delle Partecipate che, già di per sé, sono inquinanti. La Giunta avrebbe dovuto prendere i bilanci e capire come si sono formate le masse debitorie. Noi abbiamo considerato buona la relazione dell’ex liquidatore Ciacci che ha deciso di andarsene, forse perché non era più d’accordo con la Giunta (o voleva essere  pagato di più, chi lo sa).

Il libro dovrebbe avere un epilogo che non è la scoperta dell’assassino - gioca un po’ con le parole Sturniolo -. Non rinunciamo né alla politica, né alla lotta politica, né alla società che sta dalla parte democratica”.  

Questo libro è collettivo e di sentimento. Diverse le adesioni: Pietro Saitta con una bellissima prefazione, contributi della responsabile Wwf  Anna Giordano, il giornalista Antonio Mazzeo, Totò D’Urso, Massimo Cammarata del Pinelli, Clelia Marano e Maria Cristina Saija ed altri.                        

I due autori hanno già tante tappe in Sicilia per presentare la "loro fatica", come Catania e Palermo, tutte nelle prossime settimane. Toccheranno altre parti d’Italia tra aprile e maggio per dibattere sul fenomeno di chi attua una politica non strutturata da partiti, insieme a chi lo vive.                

Marcella Ruggeri

Foto Rocco Papandrea