Il terzo risultato utile consecutivo vale un altro piccolo passo verso la salvezza. Più forte dello svantaggio iniziale, il Messina strappa un importante pareggio in casa del Fondi, anche con qualche rammarico. I peloritani, andati sotto dopo solo un minuto per la zampata vincente di Giannone, hanno riequilibrato il risultato con Milinkovic su calcio di rigore al 12'. In occasione del penalty, guadagnato da Ciccone, è stato espulso il laziale Squillace: malgrado abbiano giocato quasi ottanta minuti in superiorità numerica però i biancoscudati non sono riusciti ad ottenere l’intera posta in palio.

In un match entusiasmante e ricco d’emozioni, gli uomini di Lucarelli hanno controllato per lunghi tratti il pallino del gioco, inanellando importanti occasioni con Da Silva, Milinkovic, Ciccone e Ventola ma rischiando anche di subire la beffa nella ripresa, negata solo da un grande intervento di Berardi su Gambino. Il pari, il risultato più giusto per quanto messo in mostra dalle due compagini, permette al Messina di raggiungere quota 39 punti in classifica, con sei lunghezze di vantaggio rispetto alla zona play-out. 

La cronaca del match

Tante sorprese nello starting eleven scelto da Cristiano Lucarelli, a partire dal modulo di gioco adottato, un 4-3-3 in cui trovano spazio Palumbo e non Grifoni in difesa, il trio Mancini-Da Silva-Sanseverino a centrocampo e soprattutto Ventola e Ciccone al fianco di Milinkovic in attacco. Panchina per Foresta, Musacci e Madonia.

Ci si aspetta un Messina all’arrembaggio invece sono i padroni di casa a colpire immediatamente a freddo: non sono infatti passati neanche 60’’, quando Calderini va via a De Vito e dal fondo innesca intelligentemente Giannone, che con un lob al volo batte Berardi per l’1-0. I peloritani provano a reagire allo svantaggio-shock e già al 12’ costruiscono l’episodio che cambia il match: contatto in area tra Squillace e Ciccone, il direttore di gara ravvede il fallo, sanziona con il rosso il terzino e assegna il calcio di rigore a favore del Messina. È Milinkovic ad incaricarsi della battuta: il numero dieci, con grande freddezza, dagli undici metri mette a segno un rasoterra all’angolo basso alla destra del portiere laziale. Il risultato torna così in parità ma sull’UniCusano pesa il fardello dell’uomo in meno; cercano di approfittarne gli uomini di Lucarelli, vicini al completamento della rimonta al 24’, con il tiro dalla distanza di Da Silva (la specialità della casa), palla che lambisce la traversa. La risposta rossoblù è affidata ancora a Giannone, che approfitta di un infortunio di Palumbo, e dall’estremo destro dell’area di rigore prova una conclusione di punta in stile futsal, palla sul fondo. Gli innesti in attacco conferiscono qualità alla manovra, Ventola va via in dribbling e apre sulla destra per Ciccone, l’esterno si accentra e di sinistro a giro impegna Baiocco. Gli fa seguito ancora Ventola, tiro di poco alto. L’Acr controlla il pannino del gioco e conduce un forcing costante: Da Silva in penetrazione al 33’, destro deviato in corner con un grande intervento del guardapali di Sandro Pochesci. Laziali in difficoltà sui cambi di gioco di Mancini, bravo a smarcare Ciccone; il numero 14 va via abilmente a Signorini ma Baiocco gli nega ancora la gioia del gol, è loro il duello più avvincente dell’incontro. Al 42’ brivido per i tifosi giallorossi in trasferta, Giannone ancora on fire, la sua punizione dai 35 metri sfiora l’incrocio dei pali con Berardi praticamente battuto. È l’ultima emozione di un primo tempo entusiasmante. Si va al riposo sul punteggio di 1 a 1.

La prima palla gol della ripresa, malgrado l’uscita di Giannone per infortunio, è del Fondi: Gambino riceve palla dalla destra e in girata calcia a colpo sicuro a pochi passi dalla linea di porta, decisivo Berardi che con la complicità di Palumbo compie un miracolo e mantiene invariato il risultato. Lucarelli tenta la svolta tattica, inserendo Grifoni per il giovane Ventola e passando al 3-5-2. Mossa vincente, almeno in termini di produzioni offensive, con i peloritani vicini al gol in tre occasioni nell’arco di dieci minuti con Da Silva, Milinkovic (decisiva deviazione di Signorini) e Mancini. Al 67’ fraseggio di pregevole fattura, Ciccone inventa per Da Silva, il sudamericano è completamente libero di girarsi e calciare all’altezza del limite dell’area, conclusione centrale. Al 75’ grosso rischio corso dal Messina: cross dalla sinistra di Pompei, Bruno buca l’intervento, sul pallone piomba Varone al quale non riesce la deviazione vincente di un soffio, Berardi graziato. Nel finale predomina la stanchezza, le due compagini si accontentano del pari, risultato che non scontenta nessuno.

FONDI-MESSINA 1-1

1’ Giannone, 12’ Milinkovic rig.

FONDI (4-3-3): Baiocco; Squillace, Galasso, Signorini, Marino; Varone, De Martino, D’Angelo (Dal 17’ Pompei); Giannone (Dal 55’ Tommaselli), Gambino (Dal 72’ Addessi), Calderini. Panchina: Albadoro, Battistoni, Bertolo, Capuano, Coletta, Ferullo, Mucciante, Sernicola. All. Sandro Pochesci.

MESSINA (4-3-3): Berardi; Palumbo, De Vito, Bruno, Maccarrone; Da Silva, Mancini, Sanseverino (Dall’82 Foresta); Ciccone (Dal 70’ Madonia), Ventola (Dal 59’ Grifoni), Milinkovic. Panchina: Ansalone, Capua, Ferri, Musacci, Plasmati, Russo, Saitta. All. Lucarelli.

NOTE. Corner 2-4; Espulsi: Squillace; Ammoniti: Maccarrone, Signorini, Galasso, Mancini; Recupero: 2’ e 4’.

 

Paologiorgio Vinci